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Mostriciattoli on-line: Penumbra
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Malus I. Penumbra,2.

lunedì 16 aprile 2012

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Pur essendo sicuro, che l'ultima visione non fosse stata altro che il prodotto di un ritorno di febbre, il giorno suc­cessivo Malus stette in ansia, finché non udì bussare alla porta e vide entrare Desirée in abiti maschili con l’aspetto sbarazzino di sempre.
«Ciao Malus, ho appena battuto il capo delle guar­die, sono gran­de! Tu come stai a proposito», proclamò alle­gramente togliendosi i guanti laminati, ultima rimanenza dell’armatura.
«Meglio, grazie. Complimenti non è cosa facile sconfiggere il capo delle guardie», le rispose col solito tono superiore e distaccato, di pura formalità.
«Devo ammettere che mi hanno aiutato i piccoli mostri, non è facile combattere con due mostri che affondano le loro tre file di denti nei polpacci e un terzo che addenta le natiche. Si vede che stai meglio, ieri avevi davvero una brutta cera, mi ero preoccupata».
Malus non credeva che si fosse realmente preoccupata per lui, ma preferì sorvolare.
«Ho preso delle medicine», disse adagiandosi sui cuscini ma Desirée alzò incurante le spalle, venendo a sedersi sul letto.
«Sinceramente Malus, penso che ti sia preso una di quelle malat­tie, che con o senza medicinali passano in una settimana circa.». Malus preferì non controbattere per non dovere ammettere che aveva ragione.
«Spero non vogliate riprendere i vostri infantili tentativi di se­duzione. Comprendo bene che siete disperata, ma se avete pensato di trovare in me una facile preda per via della lunga solitudine, siete incorsa in un grave errore, non sono un povero sprovveduto senza esperienza », l'avvertì Malus, vedendo che si era nuovamente accomodata accanto a lui.
«Come sarebbe a dire: infantili, io credevo di essere una grande seduttrice» rifletté un attimo sulle parole di Malus e poi domandò.
«Intendi dire che non sei vergine?» Il Principe della Notte fu sorpreso dalla naturalezza della domanda, e un po’ scandalizzato dalla franchezza con cui era stata posta, sperando di non arrossire confermò «Esatto» la ragazza prese subito a guardarsi incuriosita intorno.
«Le sirene» prevenne la sua domanda.
«Ma non hai detto di non saper nuotare? » Malus sbuffò, era veramente esasperante, ma era anche la prima persona con cui vantarsi delle proprie avventure galanti.

Malus I. Penumbra, 1.

venerdì 9 marzo 2012

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Penumbra




Sfinito dalla malattia e bagnato di sudore, il Principe della Notte cadde in un profondo sonno, senza potersi accorgere dei temibili occhi rossi che lo fissavano da breve distanza. Le ore passavano lente come il movimento delle stelle sulla volta celeste.
Improvvisamente si svegliò col cuore pietrificato dalla paura, aveva di nuovo sognato Desirée, questa volta, però non era un bianco agnello sacrificale, vestiva interamente di rosso era bella come il peccato, lo fis­sava con occhi saturi d’odio. Le avrebbe voluto parlare, ma la sua immagine, madida di sensualità, era velata dalle fiamme, lontana e sorda, la vide muoversi nuda, sembrava danzare, sinuosa come le lingue di fuoco immateriale, per spegnersi improvvisamente nascosta dall’oscurità.

Una volta sveglio, si rese conto che non c’era niente di anomalo, era solo nella stanza, tutto era tranquillo, aveva solo sognato.



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In biblioteca una figura scura aveva trovato ciò che cercava: il libro, lo stava sfogliando al buio, lo richiuse, stringendolo tra le mani, vi alitò sopra ed il volume cadde in cenere al suolo, soffiò nuovamente e la cenere si confuse con la polvere dei libri. Con occhi di fuoco riprese a cercare… un altro libro, poche pagine, il silenzio.


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